martedì 2 dicembre 2014

Quando un sogno e' vissuto fino alla fine.... Capitolo V

Visto che passano tanto tempo assieme, Cris iniziava a conoscere meglio Alex, a trovare l'intesa, si capivano al volo, anche solo dagli sguardi, e qualcuno dietro di loro stava già sognando una bella storia d'amore. Alex finalmente aveva trovato nuovi amici, che lo facevano dimenticare di tutte quelle volte che aveva iniziato tutto da capo, si sentiva a casa finalmente. Aveva trovato un posto che sentiva suo, anche se era da poco tempo lì, un posto che forse sarebbe stato suo per tanto tempo. Lui pensava che “casa” significa essere lì dove sei felice, indipendentemente da dove sia questo posto. Ogni giorno che passava capiva che questa volta la vita gli aveva dato un'occasione da non perdere. Era arrivato il momento di mettere radici, di rimanere in un posto e vivere tutto quello che non aveva vissuto in passato, amicizie, feste, sentire cosa vuol dire essere voluto, essere parte di un gruppo.

Questo era composto da Carla, la migliore amica di Cristina, Mit, quello che faceva sempre ridere tutti, Veronica la sorella di Cristina, Sabina, la sorella di Mit, Dany il suo ragazzo, e Monica, la sorella più piccola di Alex. Era un gruppo unito, dove c'era fiducia, aiuto, e dove chiunque avrebbe fatto di tutto per gli altri. Nonostante questo, erano diversi fra loro, ognuno con pensieri diversi, desideri diversi, talenti e sogni, ognuno con una passione, anche se non tutti credevano di riuscire in ciò che facevano, era difficile lasciar da parte le insicurezze.

Carla amava ballare, amava la moda, le piaceva l'idea di indossare tanti vestiti, fare le sfilate. Era una ragazza alta, aveva le curve giuste per una modella, era bionda con i capelli mossi, e gli occhi verdi, con piccole fossette quando sorrideva, una vera bellezza. Era una ragazza un po' pazza, le piaceva ridere e divertirsi, impulsiva. Nonostante le piacesse la moda, amava anche studiare, era una ragazza con pensieri profondi, non era superficiale, anzi, era molto matura per la sua età.

Mit era un calciatore nato, sapeva usare le strategie, i punti forti della sua squadra, sapeva come organizzare tutti per avere il meglio. Era pazzo, scherzava per qualsiasi cosa, non passava un giorno senza sentirlo ridere fino alle lacrime. Per lui la vita doveva essere in parte un gioco, perché era più bella così. Sua sorella Sabina invece era riservata, calma, amava scrivere storie, ma non aveva il coraggio di farle leggere quasi a nessuno, erano in pochi che avevano letto qualcosa scritto da lei. Aveva talento, ma la paura di un fallimento era forte. Non assomigliava per niente a Mit, anzi, erano completamente diversi. Lui capelli mossi castani, occhi marroni, lei capelli neri lisci, occhi neri, lui che si metteva in mostra, rideva sempre, scherzava, lei riservata, timida. Una cosa però l'avevano in comune, si volevano un grande bene, e avrebbero fatto di tutto uno per l'altro. Non erano il tipo di fratelli che litigavano, anzi, erano sempre d'accordo, anche quando la pensavano diversamente.

Danny il suo ragazzo da un anno ormai, suonava la chitarra, voleva creare una band, tutta sua, in più faceva sempre il DJ alle feste che organizzavano. Era entrato nel gruppo poco dopo che lui e Sabina formarono una coppia, lui era simile a Mit, ma solo quando veniva preso dalle discussioni, altrimenti era abbastanza timido. Era ormai diventato amico degli altri, e sopratutto di Mit, che la prima volta che lo aveva visto, lo aveva minacciato. Voleva troppo bene a sua sorella e avrebbe fatto del male a chiunque la facesse soffrire.

Monica, la sorella di Alex suonava il pianoforte. Aveva imparato a suonare da piccola, e ogni giorno di esercitava; sognava di suonare un giorno su una grande scena. Era una ragazza magra, con i capelli lunghi, un colore strano marrone dorato, un po' mossi. Amava la musica, la storia della musica, anche quella moderna, ascoltava persino hip hop. Suo fratello le diceva che era pazza, lei studiava musica classica e ballava su canzoni hip hop.

Veronica, la sorella di Cristina, aveva 16 anni, le piaceva fare foto, ma non foto qualsiasi. Aveva talento, cercava la luce giusta, la posizione giusta, l'angolo perfetto. Aveva centinaia di foto, alcune modificate con programmi apposta, aveva raccolte intere sul computer, e molte di queste erano state sviluppate. Lei faceva le foto alle feste, a scuola a fine anno, oppure il primo giorno. Aveva sempre la macchina fotografica dietro, non poteva sapere quando avrebbe trovato il soggetto giusto da fotografare. Era una ragazza semplice, che voleva tanto bene a sua sorella, anche se non capiva fino in fondo la sua passione.

Cris aveva ovviamente la sua moto, e qualcosa che sapevano in pochi, disegnare vestiti, a volte li facevano cucire e li indossavano alle feste. La moto era la sua vita, da piccola si emozionava ogni volta quando accendeva il motore. Era come musica per le sue orecchie. Andava in giro in moto, anche con il brutto tempo, aveva sempre il sorriso sulle labbra, qualunque cosa accadesse, perché le bastava salire sulla moto e per lei la vita migliorava in un istante.

Alex era l'unico che non aveva trovato un suo talento, faceva di tutto, ma non c'era nulla che lo attirasse del tutto. Forse doveva guadare meglio intorno, per capire quale era la strada giusta. A volte trovi i tuoi sogni quando meno te lo aspetti. Ma lui non aveva ancora trovato un obbiettivo per il quale combattere, a volte si sentiva anche male per questo. Ma forse era quella la sua strada, aiutare gli altri, ma senza prendere una strada precisa. Doveva ancora capire, non sempre è facile vedere la realtà e capire il suo significato.
Assieme erano un bel gruppo, una famiglia. E quando passi tante tempo assieme a qualcuno, qualche volta l'amicizia si trasforma in amore. Come per Mit che era innamorato da sempre di Carla. Da quando in prima elementare lei entrò in classe, con lo sguardo basso, timida. Lui se la ricordava sempre, ogni più piccolo particolare di lei. Tutti lo sapevano, lo avevano capito da tantissimo tempo, ma lui non aveva mai detto nulla a Carla. Aveva paura che lei lo vedesse solo come un amico, e non voleva distruggere il rapporto che si era creato.

Dopo tanto tempo, e dopo che tutti avevano insisto che dichiarasse il suo amore, trovò un po' di coraggio e la invito a cena. La portò in un piccolo ristorante, le portò dei fiori, delle rose rosse, e mentre parlavano a cena lui le disse dei suoi sentimenti. Lei fu felice, perché anche lei era innamorata di lui da tanto tempo. Alla fine erano come due bambini che avevano paura dei loro sentimenti, timidi, ma che alla fine si sono messi assieme. Formarono una coppia, sul viso di entrambi si vedeva la gioia e l'amore. Gli altri erano tutto così felici, perché in fondo loro condividevano tutto, quindi erano felici per un amore così grande. Loro condividevano momenti di gioia, di dolore, di tristezza, tutto, Per questo stavano progettando una vacanza assieme alla fine della scuola, a luglio. Sarebbe stato il loro momento di relax e divertimento, finita la scuola. Si stavano già preparando per questo quello che dovevano fare, pensavano a come sarebbe stato,dove e cosa avrebbero fatto, tutti avevano solo immagini belle nella mente, senza immaginare che qualcosa avrebbe potuto distruggere tutto in un solo attimo. Dovevano decidere il posto, e la data precisa, ma per il resto erano pronti a tutto, o quasi. 

Quando un sogno e' vissuto fino all fine.. Capitolo IV

Autore: principe Dracula 

Quando sono arrivati in aula trovarono tutti che parlavano, a gruppetti. Chi raccontava di cosa aveva fatto durante le vacanze, che posti aveva visitato, chi diceva dei propositi per il nuovo anno scolastico, nuovi piani di vita, chi raccontava di qualche sport iniziato durante le vacanze. Alex e Mit sono entrati e si sono messi nel penultimo banco, mentre Alex continuava a guardare ogni movimento di Cristina. Era rimasto veramente colpito da quella ragazza. Dal suo modo di fare, e anche dalla sua bellezza, doveva ammetterlo. Un gruppo di ragazzi si è avvicinato e hanno iniziato a dire il loro nome e qualcosa di loro, della classe, per accogliere il nuovo arrivato. Poi è venuto anche un gruppo di ragazze, e dopo un paio di minuti che parlavano, chiamarono Cristina, che era nel secondo banco e sistemava il suo zaino e il casco.
- Criiiiiiiiis!! Vieni qua. Devi conoscere il nuovo ragazzo, magari a lui piacciono le moto! E così finalmente avrai qualcuno con cui parlare, senza dire a noi sempre le stesse, senza offesa. Sai che rimani comunque la nostra diva delle moto. -  E tutta la classe iniziò a ridere, incluso Alex e Cris, mentre lui la guardava dritta negli occhi. 
Lui aveva gli occhi neri, i capelli scuri, alto, snello, con un po' di muscoli sulle braccia, un bel ragazzo che sicuramente sarebbe diventato il centro dell'attenzione di molte ragazze in poco tempo.
Cris si avvicina, lo guarda con uno sguardo freddo, i suoi occhi erano come un oceano gelato, che andava dritti verso quelli di lui, neri come la notte .
- Mi chiamo Cristina, Cris per gli amici. Non ascoltare tutto quello che ti dicono, mi interessano anche altre cose oltre alla moto. Solo che loro esagerano un po', si sono stufati di essere compagni di una ragazza alla quale piace la velocità, ma sono simpatici comunque. Quando vogliono almeno. - E rise di nuovo.
- Benvenuto nella nostra classe.- E sorrise alla fine come tutti.
- Alessandro, Alex per gli amici. Piacere di conoscerti. Non ti preoccupare, posso ascoltare anche conversazioni sulle moto, mi piace imparare cose nuove. - Disse sorridendo. Poi con il sorriso malizioso, e uno sguardo dolce:
- E poi sono sicuro che sai parlare anche di altro, non solo di motori e velocità. Forse un giorno scoprirò cosa altro ti interessa, così smentisco le voci che girano. Tutti hanno qualcosa di nascosto dentro. - E sorrise.
Cristina lo guardava e rimase sorpresa, era la prima volta che un ragazzo non le diceva “ Sei forte! Ti piace la velocità, anche a me! Facciamo un giro ? “ con quella voce maliziosa, che non pensava solo al fatto che era famosa, bella, con tanti soldi, come se non avesse sentimenti, come se lei non fosse altro nella vita. Quello capitava sempre con i nuovi arrivati, cercavano di fare colpo su di lei, così avrebbero fatto colpo su tutta la scuola, vista la fama che aveva. Se volevano essere conosciuti in fretta bastava che andassero in giro con lei, e Cristina si era stufata di questo comportamento, come se a nessuno importasse della vera Cristina, non dalla maschera creata dagli altri. La sua classe rideva, scherzava, ma la conoscevano per quello che era, conoscevano qualcosa della ragazza che c'era sotto la maschera della dura che correva in moto. Tuttavia Alex era diverso, aveva una voce dolce, uno sguardo da bambino divertito, sincero in quello che diceva. Lei voleva conoscere persone così più spesso, che non stessero vicino a lei solo per fama, ma per quello che lei era davvero. Non poteva crederci, forse era per la prima volta, oltre a Mit che lo conosceva dall'asilo, che un ragazzo le sorrideva in un modo innocente, bello, senza interesse per le gare, per quanto costasse la sua moto o per quanto veloce andava. Era importante per lei avere intorno persone che la vedevano così come è veramente, che l'accettavano senza voler cambiare nulla, e forse Alex sarebbe diventato una di quelle persone. 

Racconti d'amore: Quando un sogno e' vissuto fino alla fine.... Capitolo III

LEI... una ragazza bellissima, abbastanza alta, snella, capelli lunghi, neri come la notte, un po' mossi, che brillavano alla luce del sole, gli occhi azzurri come il cielo senza nuvole, nei suoi occhi vedevi l'oceano intero. I suoi cappelli abbracciati dal soffio del vento, si muovevano, aveva un grande sorriso sulla faccia, come quelle fate dei libri che ti leggevano da bambino. Era vestita in jeans, una maglietta nera aderente, e un giubbotto di jeans, aperto, semplice, ma graziosa. Un'immagine che porterò nella mente per sempre. Sono rimasto a bocca aperta. Mit mi guardava, e ridendo mi dice:
- Non sei ancora entrato nella scuola e hai già messo gli occhi sulle ragazze ? Bene! Non eri il tipo da: devo studiare perché i miei genitori me lo chiedono, devo impegnarmi di più, nuova città, nuovi obbiettivi, non trovo la ragazza giusta ?
- Cosa? - Ritornai alla realtà, come svegliato da un bel sogno.
- Dai Mit, lascia stare! Guardavo anche io, ci sono belle ragazze anche da voi come posso vedere. Sai che devo studiare, che i miei mi ripetono sempre che sarò qualcuno solo se studio! Quindi no, non penso alle ragazze per adesso, non avrò il tempo. Anche perché non so quanto rimarrò qui.-
- Dai Alex, troverai tempo anche per le ragazze!! Ne sono sicuro. Solo che hai guardato proprio quella impossibile, amico. Cambia idea finché non è tardi.-  Lo disse con un sorriso sulle labbra, salutandola.
- E quale sarebbe questa ragazza impossibile ?
- Alex...quella che guardi da 10 minuti con la bocca aperta!! Non sono scemo e neanche orbo. - E iniziano a ridere.
- E perché sarebbe impossibile? -Domandò Alex incuriosito.
- Perché ha strani pensieri diciamo, è diversa dalle solite ragazze.
- Cioè..?
- Tranquillo, le piacciono i ragazzi, quindi hai una speranza. Ma nella sua testa c'è solo la tua amata moto. E gentile, scherza, ride, aiuta le persone quando hanno bisogno, ma al primo posto è la moto. La conosco da quando eravamo all'asilo, ed è sempre stata con la moto. E penso non la lascerà mai.- 
- Moto? Una ragazza che va in moto ? Non vedi questo tutti i giorni, sono poche le ragazze che amano la velocità. Magari le chiedo delle lezioni? Che pensi ? - disse in tono scherzoso e iniziò a ridere.
- Alex..Alex..non sai in cosa ti metti. Cris, si chiama Cristina, Cristina Del Nero, ma tutti la conoscono come Cris, fa gare con le moto. Non hai la minima possibilità di starle accanto con una moto, se vuoi fare il genio e sfidarla. Ha iniziato con le mini moto da piccola, e poi dai 14 ha iniziato a fare gare anche internazionali, e adesso, quando compirà 18 anni parteciperà a una gara con tutti quelli del motociclismo mondiale. Una gara particolare, che la fanno per trovare nuovi talenti, sfidando quelli vecchi, e allo stesso tempo tutti i soldi che riceveranno dagli spettatori andranno in beneficenza. Il suo scopo è quello di affermarsi come motociclista, e di partecipare al moto gp magari, ma per quello ci vorrà ancora del tempo.
- Wow! Che sorpresa. Ha molto coraggio allora. Mi sa che ha molte cose da insegnare persino a noi ragazzi.
-Alex..è ufficiale amico, hai perso la testa! E siamo solo il primo giorno di scuola. Chissà cosa combini fino all'ultimo.
Ed entrarono nella scuola ridendo entrambi. Aveva ritrovato un amico, e forse era la volta buona per farsi anche altri nuovi e costruire la sua vita. Forse adesso sarebbe rimasto più tempo, forse era la sua occasione. 

Racconti d'amore: Quando un sogno e' vissuto fino alla fine.... Capitolo II

Cristina... l'ho conosciuta 3 anni fa, nel primo giorno di scuola nel nuovo liceo. Mio padre, uomo di affari, doveva cambiare spesso città per il lavoro, quindi era sempre la stessa storia per me e mia sorella Monica: nuova scuola, nuova casa, nuovi amici. In realtà non ho mai avuto amici per troppo tempo, appena li conoscevo meglio, dovevo andarmene e le relazioni si distruggevano. Non accadeva volontariamente, ma si cresceva in fretta, si perdevano i legami creati in passato perché cambiavano i modi di vedere il mondo, i modi di pensare, cambiavano le passioni, tutto ciò che una volta era in comune tra due persone. Ed era così anche per mia sorella, anche se aveva due anni in meno di me, anche per lei era uguale. Alla fine lei era la mia confidente e io il suo. Ho sempre dovuto lasciare tutto e iniziare da capo, cosi come ho fatto 3 anni fa.

Avevo 18 anni, compiuti da un paio di mesi, niente amici veri, single, perché non sono mai riuscito a trovare la ragazza giusta per me. Ed era difficile fare questo visto che stavo al massimo un anno in una città. Appena conoscevo una ragazza che poteva interessarmi, dovevo subito pensare ad altro, perché alla fine me ne sarei andato e le relazioni a distanza non funzionano quando sei troppo giovane e conosci da poco la persona. Ero come ogni adolescente a quella età, mi interessava la mia nuova macchina, farmi nuovi amici, il computer, le ragazze ovviamente, e anche la scuola, in minima parte forse. Volevo diventare un medico, anzi quello era il mio sogno da piccolo, solo che era rimasto nascosto in un cassetto, chissà dove, dimenticato. Quindi per tutti ero un bravo calciatore, e avrei seguito quella strada, anche se in realtà io lo facevo solo per divertirmi, non seriamente per costruire il mio futuro su quello.

Dopo l'ennesimo trasloco, ero arrivato nella nuova città dove conoscevo solo due persone, un ragazzo che era l'unico amico da quando ero piccolo, perché i nostri genitori erano anche loro vecchi amici e sua sorella. Questo ragazzo si chiama Marcus, ma tutti lo conoscono come Mit. Sinceramente non so perché gli hanno dato questo sopranome, ma lo conosco così da una vita. Non mi ricordo nemmeno quando ho iniziato a chiamarlo così anche io. In fondo non importa il nome delle persone, ma come ti senti quando sei con loro. E con lui ci si divertiva sempre.

Era un ragazzo alto, magro, forte, con i capelli castani e gli occhi marroni, un ragazzo che rideva sempre e faceva ridere gli altri. Lui sì che amava il calcio veramente! Aveva un grande talento direi, e sicuramente quello sarebbe stato il suo futuro. Sua sorella, Sabina, era più timida e riservata, ma era anche lei una ragazza simpatica.

Camminavo con lui verso il mio nuovo liceo, e parlavamo, visto che sarei stato in classe con lui. Mi raccontava dei prof, di come erano i ragazzi e le ragazze in quella classe, come erano le varie materie, come bisognava far le cose, un po' di tutto insomma. E ovviamente ci stavamo raccontando tutto quello che era successo negli ultimi mesi, i suoi successi con il calcio, e i miei fallimenti nella vecchia scuola. Non ero un ragazzo cattivo, studiavo anche, ma a volte se non avevo un motivo serio per fare le cose, non riuscivo, rinunciavo al primo ostacolo perché non avevo abbastanza volontà per andare fino in fondo. Così avevo rinunciato alla squadra di calcio, anche al concorso di scrittura dove una prof mi aveva iscritto perché secondo lei ero bravo a raccontare le cose. Erano forse i sogni di qualcuno, ma di certo non erano i miei, non mi ritrovavo in tutto quello se pensavo al futuro.

Stavamo parlando io e Mit, ridendo, facendo già i piani per il fine settimana, finché siamo arrivati davanti alla scuola e ho visto LEI. Mi sono fermato, con gli occhi spalancati, e la bocca quasi aperta. 

Racconti d'amore: Quando un sogno e' vissuto fino alla fine.... Capitolo I

Storie d'amore
Quando un sogno e' vissuto fino alla fine
Autore: principe Dracula

Capitolo 1
Tante volte nella vita molte persone ti diranno che non devi sognare, che i sogni sono difficili da realizzare, che quella non è realtà, che sognare è inutile, che sognando non vivi la vita vera, molti ti diranno che non hai nessuna speranza, che sono cose impossibili, che non riuscirai a fare niente di ciò che sogni, che non hai la forza necessaria, che inseguendo i tuoi sogni vuol dire solo sprecare il tempo; e molti ti diranno tutto questo solo perché sono invidiosi, perché non vogliono vederti felice, perché non vogliono vederti con il sorriso sulle labbra, perché non vogliono vedere come vinci, come realizzi il tuo sogno.

Altri ti diranno che non riuscirai a fare niente, solo perché non vogliono vederti triste per un fallimento, perché ti vogliono così bene che non vogliono vederti infelice, non vogliono vederti come piangi e soffri, altri te lo diranno solo perché troppo realisti, altri perché pessimisti e perché hanno smesso di sognare molto tempo fa.

Tante volte le persone rinunciano ai propri sogni perché non hanno la forza per sopportare un fallimento, perché non vogliono raccogliere da terra i loro sogni infranti, perché non hanno il coraggio di rischiare e rinunciare a tutto, solo perché è più facile tenersi ciò che si ha già. É più facile continuare sulla stessa strada piena di piccole certezze, piuttosto che rinunciare e andare verso l'ignoto. É più facile arrendersi in partenza, che lottare e non ottenere nulla.

Io, nonostante molti mi diranno di non sognare, continuerò a farlo, perché ho imparato che a volte un sogno è quello che ti fa vivere veramente, che a volte è quello di cui hai bisogno per continuare a vivere, che è quello che ti accende e ti alza da terra anche nei momenti più difficili. Ho imparato che i sogni non sono stupidi, sono solo desideri ardenti nel nostro cuore, desideri che ci fanno bruciare dentro, che accendono i nostri cuori per andare avanti e superare gli ostacoli.

Questo l'ho imparato da una persona speciale, una persona che mi rimarrà dentro il cuore per sempre, da una persona che ha lottato con la vita per vivere il suo sogno, una persona che ha rinunciato a molto solo per arrivare dove desiderava. Questo l'ho imparato da lei, Cristina, la ragazza che mi ha insegnato che la vita non è vera se non la vivi ogni istante come se fosse l'ultimo, mi ha insegnato a lottare per quello che voglio, mi ha insegnato ad alzarmi piano piano quando cado a terra, e ad andare avanti, a raccogliere i pezzi della mia vita e risistemarli, perché sono quelli i veri eroi, quelli che si rialzano dopo una brutta caduta, continuano la loro strada, e trovano la forza di sorridere di nuovo. Sono quelli gli eroi della vita, che vivono sapendo che tutto può finire, che vanno avanti perché hanno dei sogni, che si rialzano sempre perché la vita è troppo corta per viverla solo piangendo, che inseguono i loro desideri, perché non vogliono vivere di rimpianti, che stanno con i piedi per terra, ma con la testa tra le stelle, perché solo chi lo desidera veramente può volare in alto.  

Te dashurosh 1 IDIOT

Kapitulli 1
Takim 

...Jona....



'Me quajn Jonida Memishaj, ose shkurt Jona, dhe jam 22 vjece.'

Jam e gjat 1,65m, floket e gjata bjonde, sy kaf me jeshil dhe trup mesatar.

Jam nje vajze me kembet ne tok, e rregullt (e fiksuar pas rregullit),e sjellshme, simpatike dhe nuk i lejoj askujt te mi vej kembet mbi Kok. 

Kam ardhur ne Tirane para 4 muajsh dhe jetoj vetem ne nje apartement te vogel te nje pallati te vjeter qe Po bie copa dita dites, por nuk qahem, per fat te keqen per rrogen qe kam kaq e kam mundesin.

Punoj kamariere ne nje bar-restorant ku rroga nuk esht e larte por nuk qahem.

Me pelqen shum te shetis me biciklet dhe ne fakt eshte mjeti i trasportit i preferuar i imi, me pelqen te lexoj e te degjoj muzik te te gjitha llojeve.

Ne dashuri jam e pafat.

Kur isha 18 vjece kam qen e lidhur 1 vit e gjysem me nje djal 21 vjec por mbaroi keq dhe ky eshte nje nga motivet qe erdha ne Tirane.

Kam pasur histori te tjera, aspak te rendesisheme, por mbaruan keq edhe ato.

C'faj kam un qe takoj vetem idioter.

Endrra ime me e madhe eshte te krijoj familje. Dua te martohem e te bej 2 femije.


Bip-bip.

'Ja dhe zilja e zgjimit qe e urrej me gjith shpirt.'

Duke shfryr stakoj zgjimin dhe shkryqem posht batanijes.

Cohem nga krevati, vesh shapkat e drejtohem ne kuzhin per 1 kafe.

'E dashuroj kafen' 

Do e pija me litra, por permbahem.

Mar celularin nga tavolina, duke shijuar kafen Tim, dhe qesh kur lexoj te ekrani i celularit mami.

'Prinderit e mi quhen Edmond dhe Dona, dhe jan 50 e 47 vjec.

Jam shum e lidhur me prinderit dhe e vetmja gje qe me vjen keq esht qe u largova nga alta duke u traseruar ne Tirane.

Degjohemi cdo dite ne telefon per shihemi shum pak.


JONA: "Alo mami" - pergjigjem e gezuar, duke pir kafen time.
MJONA: "Alo shpirti i mamit, si je?"

JONA: "Une mire, ti dhe babi si jeni?" - pyes une duke pire nje gellenjk kafeje.
MJONA:"Mire, shum e mir. Degjo zemra e mamit, nuk e kemi vendosur akoma por kete muaj une edhe babi kemi ndermend te vijm te takojm." -qesh-
JONA:"Sa mire ma, mezi pres tju perqafoj" - pergjigjem duke qeshur e lumtur.
BJONA: "Edhe ne ylli i babit mezi presim te te puthim." - thote im ate, me vjen per te qeshur kur shikoj qe e kam ven ne vivavoce.
JONA: "Mirmengjes edhe ti babi?- them duke qeshur nderkohe e degjoj qe qesh edhe ai.

BJONA: "Mirmengjes ylli im" - buzeqesh - "cthote Tirana?" - me pyet.
JONA: "Gjithcka mir ba, mos u beni merak" - them duke qeshur. - "Tani ika se do behem gati per ne pun.

MJONA: "Mir, shpirti i mamit, te duam shume." -buzeqesh-

JONA:"Edhe une ma, pacim." -i pershendes-

MJONA/BJONA:"Pacim" - buzeqesh dhe fik telefonin-

'Sa mir, jam vertet shum e gezuar qe do vin mami dhe babi kete muaj, edhe pse nuk eshte e sigurt qe do vin un shpresoj. Kam 3 muaj qe si kam pare dhe me ka mar malli shum. Mezi pres ti perqafoj e ti kem afer te pakten disa dite.'


mercoledì 17 settembre 2014

Cura cappelli: 10 miti da sfatare

Scopriamo i 10 miti di bellezza da sfatare! Chi di noi non ha a cuore l’aspetto della pelle e la cura del corpo? Alle volte, però, ci lasciamo andare a stereotipi e luoghi comuni che non hanno alcun fondamento. E se tra i consigli della nonna spesso si nascondono delle lampanti verità, c’è anche da dire che non si tratta di una regola costante! Eccoci, quindi, a compiere gesti insensati che pensiamo possano garantirci un’eterna giovinezza oppure rendere più setosi i capelli. E invece perdiamo solo tempo. Vediamo insieme quali sono le false convinzioni di bellezza da smentire una volta per tutte!


1) Per frenare le smagliature basta l’olio d’oliva
Falso. L’inestetismo si manifesta quando la pelle si dilata con rapidità, ad esempio, in caso di repentino aumento di peso oppure gravidanza. La rottura delle fibre di elastina e collagene causano le smagliature. Talvolta, il problema è dovuto ad una predisposizione genetica. L’olio di oliva non riesce a penetrare a fondo, lì dove le smagliature si formano.
2) Per rendere lucidi i capelli, bisogna spazzolarli a lungo
Non è così. Quando si tirano troppo i capelli, si corre il rischio di spezzarli. Passare la spazzola poche volte e soprattutto delicatamente, contribuisce a distribuire il grasso naturale della chioma, dal cuoio capelluto fino alle punte, rendendoli più lucidi.
3) Dormire con un cuscino di raso aiuta a prevenire le rugheMan mano che l’età avanza, si rompono le fibre di collagene e elastina. Quindi, dormire supina può comportare segni più evidenti sul lato del viso poggiato sul cuscino. Tuttavia, non rappresenta la soluzione definitiva per avere una pelle sempre giovane perché le abitudini sbagliate che causano le rughe sono tante.
4) Per fortificare i capelli, basta risciacquare con la birra
Forse potrebbe rafforzarne il fusto ma riuscire a liberarsi del profumo della birra non è certamente facile. Se il vostro obiettivo è dare volume alla chioma, scegliete uno shampoo specifico.
5) Per rendere lucidi e setosi i capelli, bisogna usare la maionese
Falso. Meglio scegliere una maschera a base di limone e ricordarsi di sciacquare la chioma con acqua fredda.
6) Staccare un capello bianco significa farne crescere tanti altri
Si tratta di un falso mito di bellezza da sfatare. Strappare un capello bianco dalla radice, può causare solo la sua ricrescita nello stesso punto.
7) I capelli non si tagliano con la luna piena
Altro falso mito da sfatare. Le fasi lunari non hanno nulla a che vedere con la crescita dei capelli.
8 ) L’acne è contagiosa
Falso. Il problema dell’infiammazione delle pelle dipende da altri fattori e non può essere trasmessa. Toccare la guancia di una persona che ha l’acne, non comporta il rischio di veder comparire le stesse lesioni sul proprio viso.
9) Depilarsi con il rasoio rende i peli più folti
Si tratta di una questione visiva. Il rasoio taglia il pelo invece di strapparlo alla radice come la ceretta. Quando ricresce, sembra più spesso solo perché è stata eliminata la parte superiore, più sottile della base che rimane spessa.


10) La pelle secca causa le rughe
La pelle poco idratata non provoca le rughe. Per prevenire i segni sul viso, è necessario curarla con prodotti specifici come per qualsiasi altra tipologia di cute.