Visto che passano tanto tempo assieme, Cris iniziava a conoscere meglio Alex, a trovare l'intesa, si capivano al volo, anche solo dagli sguardi, e qualcuno dietro di loro stava già sognando una bella storia d'amore. Alex finalmente aveva trovato nuovi amici, che lo facevano dimenticare di tutte quelle volte che aveva iniziato tutto da capo, si sentiva a casa finalmente. Aveva trovato un posto che sentiva suo, anche se era da poco tempo lì, un posto che forse sarebbe stato suo per tanto tempo. Lui pensava che “casa” significa essere lì dove sei felice, indipendentemente da dove sia questo posto. Ogni giorno che passava capiva che questa volta la vita gli aveva dato un'occasione da non perdere. Era arrivato il momento di mettere radici, di rimanere in un posto e vivere tutto quello che non aveva vissuto in passato, amicizie, feste, sentire cosa vuol dire essere voluto, essere parte di un gruppo.
Questo era composto da Carla, la migliore amica di Cristina, Mit, quello che faceva sempre ridere tutti, Veronica la sorella di Cristina, Sabina, la sorella di Mit, Dany il suo ragazzo, e Monica, la sorella più piccola di Alex. Era un gruppo unito, dove c'era fiducia, aiuto, e dove chiunque avrebbe fatto di tutto per gli altri. Nonostante questo, erano diversi fra loro, ognuno con pensieri diversi, desideri diversi, talenti e sogni, ognuno con una passione, anche se non tutti credevano di riuscire in ciò che facevano, era difficile lasciar da parte le insicurezze.
Carla amava ballare, amava la moda, le piaceva l'idea di indossare tanti vestiti, fare le sfilate. Era una ragazza alta, aveva le curve giuste per una modella, era bionda con i capelli mossi, e gli occhi verdi, con piccole fossette quando sorrideva, una vera bellezza. Era una ragazza un po' pazza, le piaceva ridere e divertirsi, impulsiva. Nonostante le piacesse la moda, amava anche studiare, era una ragazza con pensieri profondi, non era superficiale, anzi, era molto matura per la sua età.
Mit era un calciatore nato, sapeva usare le strategie, i punti forti della sua squadra, sapeva come organizzare tutti per avere il meglio. Era pazzo, scherzava per qualsiasi cosa, non passava un giorno senza sentirlo ridere fino alle lacrime. Per lui la vita doveva essere in parte un gioco, perché era più bella così. Sua sorella Sabina invece era riservata, calma, amava scrivere storie, ma non aveva il coraggio di farle leggere quasi a nessuno, erano in pochi che avevano letto qualcosa scritto da lei. Aveva talento, ma la paura di un fallimento era forte. Non assomigliava per niente a Mit, anzi, erano completamente diversi. Lui capelli mossi castani, occhi marroni, lei capelli neri lisci, occhi neri, lui che si metteva in mostra, rideva sempre, scherzava, lei riservata, timida. Una cosa però l'avevano in comune, si volevano un grande bene, e avrebbero fatto di tutto uno per l'altro. Non erano il tipo di fratelli che litigavano, anzi, erano sempre d'accordo, anche quando la pensavano diversamente.
Danny il suo ragazzo da un anno ormai, suonava la chitarra, voleva creare una band, tutta sua, in più faceva sempre il DJ alle feste che organizzavano. Era entrato nel gruppo poco dopo che lui e Sabina formarono una coppia, lui era simile a Mit, ma solo quando veniva preso dalle discussioni, altrimenti era abbastanza timido. Era ormai diventato amico degli altri, e sopratutto di Mit, che la prima volta che lo aveva visto, lo aveva minacciato. Voleva troppo bene a sua sorella e avrebbe fatto del male a chiunque la facesse soffrire.
Monica, la sorella di Alex suonava il pianoforte. Aveva imparato a suonare da piccola, e ogni giorno di esercitava; sognava di suonare un giorno su una grande scena. Era una ragazza magra, con i capelli lunghi, un colore strano marrone dorato, un po' mossi. Amava la musica, la storia della musica, anche quella moderna, ascoltava persino hip hop. Suo fratello le diceva che era pazza, lei studiava musica classica e ballava su canzoni hip hop.
Veronica, la sorella di Cristina, aveva 16 anni, le piaceva fare foto, ma non foto qualsiasi. Aveva talento, cercava la luce giusta, la posizione giusta, l'angolo perfetto. Aveva centinaia di foto, alcune modificate con programmi apposta, aveva raccolte intere sul computer, e molte di queste erano state sviluppate. Lei faceva le foto alle feste, a scuola a fine anno, oppure il primo giorno. Aveva sempre la macchina fotografica dietro, non poteva sapere quando avrebbe trovato il soggetto giusto da fotografare. Era una ragazza semplice, che voleva tanto bene a sua sorella, anche se non capiva fino in fondo la sua passione.
Cris aveva ovviamente la sua moto, e qualcosa che sapevano in pochi, disegnare vestiti, a volte li facevano cucire e li indossavano alle feste. La moto era la sua vita, da piccola si emozionava ogni volta quando accendeva il motore. Era come musica per le sue orecchie. Andava in giro in moto, anche con il brutto tempo, aveva sempre il sorriso sulle labbra, qualunque cosa accadesse, perché le bastava salire sulla moto e per lei la vita migliorava in un istante.
Alex era l'unico che non aveva trovato un suo talento, faceva di tutto, ma non c'era nulla che lo attirasse del tutto. Forse doveva guadare meglio intorno, per capire quale era la strada giusta. A volte trovi i tuoi sogni quando meno te lo aspetti. Ma lui non aveva ancora trovato un obbiettivo per il quale combattere, a volte si sentiva anche male per questo. Ma forse era quella la sua strada, aiutare gli altri, ma senza prendere una strada precisa. Doveva ancora capire, non sempre è facile vedere la realtà e capire il suo significato.
Questo era composto da Carla, la migliore amica di Cristina, Mit, quello che faceva sempre ridere tutti, Veronica la sorella di Cristina, Sabina, la sorella di Mit, Dany il suo ragazzo, e Monica, la sorella più piccola di Alex. Era un gruppo unito, dove c'era fiducia, aiuto, e dove chiunque avrebbe fatto di tutto per gli altri. Nonostante questo, erano diversi fra loro, ognuno con pensieri diversi, desideri diversi, talenti e sogni, ognuno con una passione, anche se non tutti credevano di riuscire in ciò che facevano, era difficile lasciar da parte le insicurezze.
Carla amava ballare, amava la moda, le piaceva l'idea di indossare tanti vestiti, fare le sfilate. Era una ragazza alta, aveva le curve giuste per una modella, era bionda con i capelli mossi, e gli occhi verdi, con piccole fossette quando sorrideva, una vera bellezza. Era una ragazza un po' pazza, le piaceva ridere e divertirsi, impulsiva. Nonostante le piacesse la moda, amava anche studiare, era una ragazza con pensieri profondi, non era superficiale, anzi, era molto matura per la sua età.
Mit era un calciatore nato, sapeva usare le strategie, i punti forti della sua squadra, sapeva come organizzare tutti per avere il meglio. Era pazzo, scherzava per qualsiasi cosa, non passava un giorno senza sentirlo ridere fino alle lacrime. Per lui la vita doveva essere in parte un gioco, perché era più bella così. Sua sorella Sabina invece era riservata, calma, amava scrivere storie, ma non aveva il coraggio di farle leggere quasi a nessuno, erano in pochi che avevano letto qualcosa scritto da lei. Aveva talento, ma la paura di un fallimento era forte. Non assomigliava per niente a Mit, anzi, erano completamente diversi. Lui capelli mossi castani, occhi marroni, lei capelli neri lisci, occhi neri, lui che si metteva in mostra, rideva sempre, scherzava, lei riservata, timida. Una cosa però l'avevano in comune, si volevano un grande bene, e avrebbero fatto di tutto uno per l'altro. Non erano il tipo di fratelli che litigavano, anzi, erano sempre d'accordo, anche quando la pensavano diversamente.
Danny il suo ragazzo da un anno ormai, suonava la chitarra, voleva creare una band, tutta sua, in più faceva sempre il DJ alle feste che organizzavano. Era entrato nel gruppo poco dopo che lui e Sabina formarono una coppia, lui era simile a Mit, ma solo quando veniva preso dalle discussioni, altrimenti era abbastanza timido. Era ormai diventato amico degli altri, e sopratutto di Mit, che la prima volta che lo aveva visto, lo aveva minacciato. Voleva troppo bene a sua sorella e avrebbe fatto del male a chiunque la facesse soffrire.
Monica, la sorella di Alex suonava il pianoforte. Aveva imparato a suonare da piccola, e ogni giorno di esercitava; sognava di suonare un giorno su una grande scena. Era una ragazza magra, con i capelli lunghi, un colore strano marrone dorato, un po' mossi. Amava la musica, la storia della musica, anche quella moderna, ascoltava persino hip hop. Suo fratello le diceva che era pazza, lei studiava musica classica e ballava su canzoni hip hop.
Veronica, la sorella di Cristina, aveva 16 anni, le piaceva fare foto, ma non foto qualsiasi. Aveva talento, cercava la luce giusta, la posizione giusta, l'angolo perfetto. Aveva centinaia di foto, alcune modificate con programmi apposta, aveva raccolte intere sul computer, e molte di queste erano state sviluppate. Lei faceva le foto alle feste, a scuola a fine anno, oppure il primo giorno. Aveva sempre la macchina fotografica dietro, non poteva sapere quando avrebbe trovato il soggetto giusto da fotografare. Era una ragazza semplice, che voleva tanto bene a sua sorella, anche se non capiva fino in fondo la sua passione.
Cris aveva ovviamente la sua moto, e qualcosa che sapevano in pochi, disegnare vestiti, a volte li facevano cucire e li indossavano alle feste. La moto era la sua vita, da piccola si emozionava ogni volta quando accendeva il motore. Era come musica per le sue orecchie. Andava in giro in moto, anche con il brutto tempo, aveva sempre il sorriso sulle labbra, qualunque cosa accadesse, perché le bastava salire sulla moto e per lei la vita migliorava in un istante.
Alex era l'unico che non aveva trovato un suo talento, faceva di tutto, ma non c'era nulla che lo attirasse del tutto. Forse doveva guadare meglio intorno, per capire quale era la strada giusta. A volte trovi i tuoi sogni quando meno te lo aspetti. Ma lui non aveva ancora trovato un obbiettivo per il quale combattere, a volte si sentiva anche male per questo. Ma forse era quella la sua strada, aiutare gli altri, ma senza prendere una strada precisa. Doveva ancora capire, non sempre è facile vedere la realtà e capire il suo significato.
Assieme erano un bel gruppo, una famiglia. E quando passi tante tempo assieme a qualcuno, qualche volta l'amicizia si trasforma in amore. Come per Mit che era innamorato da sempre di Carla. Da quando in prima elementare lei entrò in classe, con lo sguardo basso, timida. Lui se la ricordava sempre, ogni più piccolo particolare di lei. Tutti lo sapevano, lo avevano capito da tantissimo tempo, ma lui non aveva mai detto nulla a Carla. Aveva paura che lei lo vedesse solo come un amico, e non voleva distruggere il rapporto che si era creato.
Dopo tanto tempo, e dopo che tutti avevano insisto che dichiarasse il suo amore, trovò un po' di coraggio e la invito a cena. La portò in un piccolo ristorante, le portò dei fiori, delle rose rosse, e mentre parlavano a cena lui le disse dei suoi sentimenti. Lei fu felice, perché anche lei era innamorata di lui da tanto tempo. Alla fine erano come due bambini che avevano paura dei loro sentimenti, timidi, ma che alla fine si sono messi assieme. Formarono una coppia, sul viso di entrambi si vedeva la gioia e l'amore. Gli altri erano tutto così felici, perché in fondo loro condividevano tutto, quindi erano felici per un amore così grande. Loro condividevano momenti di gioia, di dolore, di tristezza, tutto, Per questo stavano progettando una vacanza assieme alla fine della scuola, a luglio. Sarebbe stato il loro momento di relax e divertimento, finita la scuola. Si stavano già preparando per questo quello che dovevano fare, pensavano a come sarebbe stato,dove e cosa avrebbero fatto, tutti avevano solo immagini belle nella mente, senza immaginare che qualcosa avrebbe potuto distruggere tutto in un solo attimo. Dovevano decidere il posto, e la data precisa, ma per il resto erano pronti a tutto, o quasi.
Dopo tanto tempo, e dopo che tutti avevano insisto che dichiarasse il suo amore, trovò un po' di coraggio e la invito a cena. La portò in un piccolo ristorante, le portò dei fiori, delle rose rosse, e mentre parlavano a cena lui le disse dei suoi sentimenti. Lei fu felice, perché anche lei era innamorata di lui da tanto tempo. Alla fine erano come due bambini che avevano paura dei loro sentimenti, timidi, ma che alla fine si sono messi assieme. Formarono una coppia, sul viso di entrambi si vedeva la gioia e l'amore. Gli altri erano tutto così felici, perché in fondo loro condividevano tutto, quindi erano felici per un amore così grande. Loro condividevano momenti di gioia, di dolore, di tristezza, tutto, Per questo stavano progettando una vacanza assieme alla fine della scuola, a luglio. Sarebbe stato il loro momento di relax e divertimento, finita la scuola. Si stavano già preparando per questo quello che dovevano fare, pensavano a come sarebbe stato,dove e cosa avrebbero fatto, tutti avevano solo immagini belle nella mente, senza immaginare che qualcosa avrebbe potuto distruggere tutto in un solo attimo. Dovevano decidere il posto, e la data precisa, ma per il resto erano pronti a tutto, o quasi.
