sabato 28 marzo 2015

Come sterilizzare il ciuccio del neonato

L’igiene del neonato è fondamenteale, in quanto non ha ancora sviluppato le difese immunitarie. E’ anche vero che gli anticorpi si fanno anche grazie al contatto con la reraltà circostantre, quindi non bisogna essere troppo ossessionati e tenere il bambino sotto una campana di vetro. Come sempre, vige la regola del buon senso. La sterilizzazione di ciuccio, biberon e giocattoli è fondamentale solo per i primi sei mesi di vita del bambino, quando è più sottoposto all’attacco di germi e batteri. Successivamente è solo consigliata. Vediamo come sterilizzare il ciuccio e i diversi metodi consigliati. E’ fondamentale seguire le indicazioni fornite dal produttore a seconda del materiale specifico di cui è fatto il ciuccio.
Come sterilizzare il ciuccio, il metodo della nonna
Viene chiamato metodo "della nonna" in quanto è il modo più classico e antico persterilizzare gli oggetti del bebè. Basta portare a ebollizzione un po’ di acqua in un pentolino. A questo punto, immergere i ciucci e lasciarli in ammollo per almeno 5 minuti. Nel frattempo, preparare un canovaccio pulito su cui appoggiare i ciucci per farli asciugare dopo averli sterilizzati. Questo metodo è molto semplice e non servono strumenti particolari.
Come sterilizzare il ciuccio, il metodo a freddo
Per sterilizzare a freddo occorre un contenitore specifico: lo sterilizzatore a freddo. Basta riempire il contenitore di acqua con una soluzione specifica, venduta in farmacia o nei negozi per bambini e immergervi i ciucci. Bastano pochi minuti per sterilizzare tutto. Unica controindicazione: la soluzione utilizzata per sterilizzare è chimica, quindi possono rimanere dei residui di prodotto sul ciuccio se non lo si risciacqua più che bene (salvo poi che è il metodo utilizzato negli asili nido per sterilizzare i ciucci dei bambini).
Come sterilizzare il ciuccio, il metodo a caldo
Per la sterilizzazione a caldo serve uno specifico sterilizzatore elettrico. Il suo funzionamento è molto semplice. Basta mettere nel cestello i ciucci e azionare il timer. Con un tempo standard di 10 minuti potrete ottenere una perfetta sterilizzazione.
Come sterilizzare il ciuccio, il microonde
Sempre tra i metodi di sterilizzazione a caldo, vi è anche quello a microonde. In questo caso non serve uno sterilizzatore, ma solo degli appositi contenitori dove mettere i ciucci da sterilizzare. In pochi minuti, gli oggetti saranno perfettamente sterilizzati.

venerdì 27 marzo 2015

I rimedi naturali per la tosse

I rimedi naturali per la tosse

La tosse è una reazione di protezione dell’organismo, per cui i polmoni cercano di rimuovere le secrezioni bronchiali eccessive quando sentono dei corpi estranei.

Molteplici i fattori scatenanti, che si dividono in causeesogene (fumo di tabacco, smog) e meccaniche (secrezioni, sforzi vocali, corpi estranei, ipertrofie delle tonsille). La tosse è collegata anche ad asmarinite allergica, bronchite cronica ed enfisemapolmonare. Lo stimolo della tosse è generato anche da tutte le infezioni laringee e tracheali, dalle malattie a carico della circolazione sanguigna e anche in seguito all'assunzione di certi farmaci.

La tosse secca tende a presentarsi in associazione a sintomi caratteristici come febbre, malessere generale, mal di gola, nausea, voce rauca e dolori articolari. Polmonite, reazioni allergiche, pleurite, tubercolosi, pertosse, laringite virale possono essere alcune delle patologie da cui la tosse deriva.

Fitoterapia: le piante officinali

Le piante impiegate per la cura della tosse hanno in genere proprietà antinfiammatoriemucoliticheespettoranti e balsamiche. Possono essere assunte in compresse, capsule, sciroppi, tinture madri, infusi e macerati. Le piante principali che curano la tosse sono:

- La piantaggine: le foglie sono indicate per le infiammazioni della gola e delle vie respiratorie in genere, come tosse, catarro bronchiale, bronchite cronica, raffreddore da fieno, sinusite, e per le infiammazioni delle mucose della bocca e dell'apparato urogenitale;
- Il lichene islandico: mucolitico, decongestionante e protettivo per le mucose dell'apparato respiratorio, è impiegato come espettorante e fluidificante delle secrezioni bronchiali in caso di tosse, pertosse e asma;
- L’elicriso: le sommità fiorite sono utilizzate nelle affezioni dell'apparato respiratorio sia di tipo allergico che infettivo.

Floriterapia: i fiori di Bach

Le malattie degli organi della respirazione traducono gli scambi con l'ambiente circostante per quel che riguarda il nostro bisogno di "aria", spazio e autonomia, sono gli organi che ci danno la vita.

Ecco i fiori di bach consigliati:
Wild rose: è il rimedio di chi è stato deluso dalla vita e dagli affetti e non vuole correre il rischio di soffrire ancora.
Honeysuckle: indicato per disturbi respiratori e per bronchite che insorgono in chi vive di rimpianti, di ricordi, di nostalgia di un tempo idealizzato con cui ha un legame non risolto.

Aromaterapia: gli oli essenziali

Le essenze usate per sciogliere ed eliminare l'eccessiva secrezione prodotta nei bronchi e polmoni e sedare la tosse hanno proprietà balsamiche e mucolitiche e antibiotiche.

- Olio essenziale di timo: aiuta a fluidificare ed espettorare il catarro da bronchi e polmoni, sfiamma le congestioni del cavo orale, della gola, delle mucose polmonari e nasali.
- Olio essenziale di mirto: ben tollerato anche dai bambini, ha un effetto mucolitico, espettorante e fluidificante del catarro.
- Olio essenziale di niaouly: i suoi ambiti di applicazione sono legati ai disturbi tipici dell’inverno, come tosse, influenza, raffreddore, mal di gola.

Alimentazione consigliata

Nel caso in cui la tosse sia dovuta a fenomeni infiammatori, è utile seguire un’alimentazione naturale che preveda lariduzione di latte e latticini, che contribuiscono alla produzione di muco e catarro, cibi confezionati, carni rosse e salumi e infine gli zuccheri (zucchero raffinato e dolci).

In caso di tosse dovuta a faringiti e tonsilliti si possono alternare dei gargarismi di acqua, sale e aceto con gargarismi di acqua e limone. I primi avranno un’azione decongestionante e astringente grazie al sale mentre i secondi avranno un’azione antisettica e battericida naturale.

Cipolla con miele è un rimedio naturale molto utile per l’espettorazione: si taglia una cipolla a fette orizzontali per formare vari strati, si cosparge ogni strato di miele e si lascia riposare per 24 ore. Successivamente si raccoglie il miele che è colato lungo i lati della cipolla e si prende a cucchiaini.

Esercizi consigliati

Chiarita la natura della tosse (se secca o grassa), conviene capire subito se si tratta di un’infezione delle vie respiratorie o di una forma allergica o di un sintomo che rileva un disequilibrio a livello dell’energia e della funzionalità del cuore.

Evitate la piscina nei giorni di tosse acuta e sospendete temporaneamente l’attività sportiva, mettendovi a riposo in modo che il corpo possa riprendere per bene l’allenamento.

Se praticate yoga, chiedete consiglio alla vostra guida perché saprà segnalarvi idonei esercizi di respirazione. Una pratica sportiva affrettata o non corretta può addirittura peggiorare casi di tosse, catarro, asma, singhiozzo, male alla testa o agli occhi ed irritazioni nervose. La lentezza nell’apprendimento, la gradualità, la concentrazione sono aspetti essenziali.

Dieta vegetariana: i pro e i contro per la salute


Dieta vegetariana: i pro e i contro per la saluteDieta vegetariana, in che senso?Lo dice l’ultimo rapporto Eurispes: sono sempre di più nel Belpaese coloro che amano gli animali e scelgono di diventare vegetariani. Gli italiani che hanno bandito dalla propria tavola carne e in alcuni casi anche uova e latticini sono oggi il 6% della popolazione, non moltissimi, ma comunque in aumento di due punti percentuali rispetto all’anno scorso. Tra loro, anche volti noti del mondo scientifico e dello spettacolo, come Umberto Veronesi, vegetariano convinto, Margerita Hack, Jovanotti, Franco Battiato e Michelle Hunziker, per citarne alcuni. Ma cosa vuol dire, esattamente, essere vegetariani? Nell’immaginario comune, la dieta vegetariana è semplicemente quella priva di  carne, salumi, pesce e selvaggina, cioè di qualunque cibo che derivi dall’uccisione di un animale. In realtà, il concetto di vegetarianesimo è più ampio perché alla famiglia dei ‘veggie’ (così gli anglosassoni indicano i vegetariani) appartiene anche chiunque abbia deciso di rinunciare ad alcuni o tutti i prodotti di origine animale. Ci sono dunque gli ovo-latto-vegetariani, che non mangiano carne e pesce, ma si concedono uova e latticini, i latto-vegetariani, che eliminano anche le uova (ma non latte e derivati), gli ovo-vegetariani, che, al contrario, dicono no ai latticini, ma non alle uova, e, infine, i vegani, i più ‘rigorosi’, che si nutrono esclusivamente di alimenti vegetali, escludendo del tutto qualsiasi derivato animale, miele compreso.

Vegetariano, perché?Al di là di queste differenze, perché si diventa vegetariani? Le motivazioni possono essere diverse. La prima è di solito quella etica: la maggior parte di coloro che hanno rinunciato alla carne, infatti, afferma di aver fatto questa scelta perché ritiene ingiusto e immorale uccidere gli animali per cibarsene. C’è poi chi lo fa per ragioni ecologiche, chi per motivi economico-sociali e chi, semplicemente, per questioni di salute. Secondo Umberto Veronesi, per esempio, “il consumo di carne gioca un ruolo importante nell’assurda ingiustizia alimentare che fa sì che una parte del mondo muoia di fame mentre un’altra parte si ammala e muore per eccesso di cibo. I prodotti agricoli a livello mondiale sarebbero in realtà sufficienti a sfamare tutti se venissero equamente divisi, e soprattutto se non fossero utilizzati per alimentare gli animali da allevamento”. Secondo i dati FAO  in effetti (dati FAO), il 50% dei cereali, il 95% del mais e il 90% della soia prodotti nel mondo sono usati come mangimi per animali Inoltre, spiega ancora Veronesi nel suo libro Verso la scelta vegetariana (ed. Giunti), chi è vegetariano, oltre a vivere più sano e più a lungo, pesa in media il 10% in meno, ha il colesterolo  più basso, soffre meno di ipertensione, è meno soggetto a ischemie cardiache. In poche parole, sta meglio.
I proGli studi sono tanti e parlano chiaro. È noto da tempo, ormai, che vi è un forte nesso tra una dieta ricca di cibi animali e svariate malattie ‘del benessere’ come obesità , diabete e malattie cardiovascolari, ma anche alcuni tumori. Al contrario, nel suo ultimo rapporto, l’Academy of Nutrition and Dietetics (ex American Dietetic Association, ADA) afferma che “le diete vegetariane correttamente bilanciate, comprese quelle vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e comportano benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie”, mentre il World Cancer Research Fund (WCRF) raccomanda di limitare il più possibile carni, salumi e alcol e di basare invece la propria alimentazione su cereali, legumi, verdura e frutta. Nei vegetali, infatti, si trovano svariate sostanze che esercitano un effetto protettivo contro alcuni tipi di tumori e patologie cardiovascolari. Qualche esempio? Il licopene, contenuto nei pomodori, protegge dal cancro alla prostata, l’indolo-tre-carbinolo, abbondate nelle crucifere (cavoli, cavolfiori, broccoli ecc.) dal cancro al seno, la catechina, presente nelle foglie del tè, contribuisce a proteggere dai tumori cutanei, al colon, al polmone, al seno e alla prostata, mentre il resveratrolo, contenuto nella buccia dell’uva e nel vino (soprattutto il vino rosso) ha un effetto preventivo nei confronti delle malattie cardiovascolari. Inoltre, una dieta povera o priva di carne e cibi di derivazione animale aiuta ed evitare sovrappeso e obesità, che sono tra i principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e il diabete. Tra le ultime evidenze scientifiche, i risultati del nuovo studio Epic-Oxford, pubblicato il mese scorso sull’American Journal of Clinical Nutrition, dal quale emerge chiaramente che i vegetariani hanno un minor rischio di ischemia coronarica (fatale e non) rispetto ai mangiatori di carne.
I controMa è indubbio, sostengono i detrattori della dieta vegetariana, che questo regime alimentare comporta anche alcuni rischi e svantaggi. Il più ovvio è quello di andare incontro a carenze di componenti importanti per l’organismo, come proteine, ferro (con conseguenti anemie) e, nel caso di una dieta vegana, anche calcio e alcune vitamine (D e B12, la cui mancanza può comportare anemia, vertigini, difficoltà di concentrazione, perdita della memoria, debolezza). Il rischio è concreto se la dieta non è bilanciata correttamente, ma può essere scongiurato con gli opportuni aggiustamenti. Per esempio, il calcio può essere introdotto oltre che con i latticini, con i prodotti derivati dalla soia (tofu, latte di soia ecc.) e con alcuni vegetali a foglia verde (cime di rapa, verze scure), mentre la mancanza di proteine animali può essere compensata con le proteine di origine vegetale, di cui sono ricchi soprattutto i legumi e i cereali, ma anche la frutta secca (noci, nocciole ecc.) e, soprattutto, la soia. Per quanto riguarda il ferro, invece, si consiglia di aumentare l’assunzione di legumi, broccoli, cavolo, verza, pane e altri farinacei integrali preferibilmente lievitati con lievito naturale e non chimico, favorirne l’assimilabilità consumando nello stesso pasto cibi ricchi in di vitamina C e altri acidi contenuti nella frutta (come l’acido citrico), ed evitare di assumere sostanze che, al contrario, ne riducano l’assorbimento, quali latticini, caffè, tè, cioccolato e vino. Ma un’altra critica mossa alla dieta vegetariana è che eliminare totalmente la carne e i prodotti di origine animale renderebbe meno facile il mantenimento di un corretto equilibrio insulinico, notoriamente importante quando si parla di diabete. A quanto pare, tuttavia, non la pensano così gli esperti della Asl Milano, che, sulla base degli ultimi studi in materia, in un loro documento recentissimo invitano i medici del capoluogo lombardo a prescrivere ai loro pazienti diabetici una dieta vegana, basata unicamente su cibi vegetali, o una dieta vegetariana a basso indice glicemico. Regimi alimentari di questi tipo, spiegano gli esperti, hanno dimostrato in molti casi di prevenire o migliorare il diabete e di essere quelli meglio accettati dai pazienti.